Sondaggio: UNA,NESSUNA,CENTOMILA ?

A voi lettori di Unanessunacentomila la possibilità di esprimere la vostra opinione.

Quale ritenete sia la definizione più adatta alla figura del Fashion blogger?

Una, nessuna o centomila ?

Unanessunacentomila rappresenta in modo emblematico la figura del fashion blogger, o meglio, le molteplici identità che vengono narrate nel suo diario virtuale.

Attraverso i numerosi e diversi outfit, raccontano tante sfaccettature della loro personalità, quasi come metamorfosi: una nessuna che ambisce a diventare una mostrandosi come centomila.

Il significato di UNC allude anche al comportamento sociale insito nella figura del follower e in tutti coloro che seguono le orme dei fashion bloggers.

In questi si riconosce la spasmodica ricerca di distinzione, l’affermazione dell’individualità, ma al contempo il bisogno e la necessità di sentirsi appartenenti ad un gruppo, ad una cerchia sociale, cadendo nell’omologazione e di conseguenza perdendo la propria personalità.

Il sogno di essere una, il bisogno di essere tra le centomila, finendo per fare della propria identità e personalità nessuna.

Il decalogo del fashion blogger

Non vi siete ancora chiesti quali sono i requisiti per diventare una  fashion blogger ?

Non vi siete domandati quali qualità contraddistinguono coloro che hanno raggiunto popolarità e successo in questa attività ?

In tanti hanno già tentato di stilare elenchi di regole, dritte e consigli utili a chiunque, alle prime armi, voglia entrare in questo mondo.

Navigando in rete, ho trovato opinioni sull’argomento in qualsiasi forma: articoli satireggianti, post, interviste, dibattiti, fino ad un e-book scritto da un consulente di immagine.

Fino a qualche anno fa il fashion blogging, in Italia, stava compiendo i suoi primi passi, eppure in pochissimo tempo ha raggiunto numeri degni di considerazione e molte ragazze si sono cimentate in questa avventura così da dare il via ad una vera e propria competizione.

Il fashion system è quasi saturo di queste figure, sebbene siano di così recente comparsa, ma in molte ragazze e ragazzi non si è ancora spento il desiderio di far breccia e vincere la concorrenza.

Unanessuacentomila in questo post proverà, dopo aver vagliato con attenzione ciò che viene proposto in rete, a riassumere i suggerimenti più appropriati e utili per chi volesse intraprendere questa strada e raggiungere il successo.

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Comunicare la moda: rivoluzione nell’editoria

Da quando le strade sono diventate le nuove passerelle, da quando i social network hanno conquistato un’autorevolezza pari ad altri mezzi di comunicazione, da quando sul mercato hanno fatto breccia i blogger, non solo è cambiato l’approccio verso la moda ma anche il modo di comunicarla.

Comunicare la moda è stato per anni privilegio ed esclusiva delle riviste cartacee del settore, vere e proprie istituzioni per il fashion system.

Tra gli addetti ai lavori vi erano soltanto persone con un valido background culturale di moda e, senza tali requisiti era impossibile avvicinarsi al front row delle settimane della moda.

Oggi, seduti tra le prime file delle sfilate, troviamo i fashion blogger, gli autori di web magazine e non più soltanto giornalisti e celebrity.

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Video-inchiesta : Blackout Shop

In questa seconda video-inchiesta voglio farvi ascoltare il parere di Luca, un giovane ragazzo di 25 anni che, nel febbraio del 2012, ha aperto a Milano un negozio di abbigliamento, appunto Blackout Shop.

In poco tempo ha avuto molto successo, anche grazie alla presenza di un profilo del negozio su Instagram, il social network al quale, come abbiamo visto nei precedenti post, anche i fashion blogger devono la loro fortuna.

Scegliere Instagram come canale pubblicitario è oggi una strategia efficace e vincente, soprattutto quando il target è rappresentato dai giovani. Luca ci spiegherà in che modo ha utilizzato questo mezzo di comunicazione e quale contributo ha dato alla sua attività.

Ma il segreto di Blackout, come ascolteremo nella video-inchiesta, risiede anche nell’aver scelto di vendere alcuni marchi di abbigliamento emergenti, indossati e sponsorizzati dalle più famose fashion blogger.

Dopo aver ascoltato svariati pareri sul fenomeno dei fashion blog, con questa intervista conosceremo l’opinione di chi effettivamente può rendersi conto di quanta influenza esercitino i blogger sul gusto dei consumatori e scopriremo in che modo il settore della moda, visto dagli occhi di un negoziante, sta cambiando.

Guardate la video-inchiesta!

 

Quando una passione diventa professione

I fashion blogger, come abbiamo visto, sono la voce di un nuovo mezzo e di un nuovo modo di concepire la moda.

Hanno catturato l’attenzione di moltissimi naviganti e non potevano passare inosservati anche all’industria di settore, che ne ha subito colto le potenzialità.

Queste ragazze si sono progressivamente conquistate l’etichetta di fashion icon e svolgono sempre di più un ruolo determinante nella creazione di opinione e nella formazione del gusto dei consumatori.

Per tali motivi alcune aziende di abbigliamento, accessori, cosmetica e di settori affini hanno visto nei fashion blog una grande fonte di guadagno ed un nuovo potente mezzo pubblicitario.

Grazie all’immediatezza dei contenuti che vengono pubblicati e grazie alle reti social di cui le blogger si avvalgono, qualsiasi brand può raggiungere il consumatore finale in modo strategico, veloce e “mascherato”.

Servirsi di questi canali per promuovere un nuovo prodotto, una nuova linea o un nuovo marchio conferisce una grande visibilità e una forte componente di coinvolgimento, in quanto il consumatore è stimolato ad avvicinarsi ad un prodotto che viene utilizzato dalla sua icona di moda.

E’ un nuovo modo di porsi nel mercato che rispecchia la moderna cultura digitale, nella quale il pubblico può scegliere quando e come vedere qualcosa all’interno di un flusso continuo di offerte.

Ma concretamente come si sviluppa questo processo  e quali sono le principali iniziative?

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